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MASTERCLASS REALISMO E DISTOPIA CON YEON SANG-HO

mer 25 mar

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Cinema La Compagnia

MASTERCLASS REALISMO E DISTOPIA CON YEON SANG-HO
MASTERCLASS REALISMO E DISTOPIA CON YEON SANG-HO

Orario & Sede

25 mar 2026, 15:00

Cinema La Compagnia, Via Camillo Cavour, 50/R, 50121 Firenze FI, Italia

Info sull'evento

Yeon Sang-ho, nato nel 1978, è un regista sudcoreano che ha costruito la sua carriera partendo dall’animazione per poi affermarsi anche nel cinema live action e nella serialità. Dopo la laurea in pittura alla Sangmyung University, esordisce nel 1997 con il cortometraggio in stop motion “Megalomania of D”. Nei primi anni Duemila realizza diversi corti animati, tra cui “The Hell”, che vince l’Asian Ghost Award, e fonda nel 2004 la casa di produzione Studio Dada Show. Il suo primo lungometraggio, “The King of Pigs” (2011), ottiene importanti premi al Busan International Film Festival e viene proiettato anche a Cannes, affermandolo come una delle voci più originali dell’animazione coreana.


Il successo continua con “The Fake”, che affronta il tema delle sette religiose e viene selezionato in numerosi festival internazionali, tra cui Toronto. Dopo l’animato apocalittico “Seoul Station” (2016), Yeon debutta nel live action con “Train to Busan”, presentato a Cannes e diventato un enorme successo di pubblico in Corea e all’estero. In seguito realizza “Psychokinesis” e torna all’universo zombie con “Peninsula”, che ottiene ottimi risultati al box office internazionale.


Parallelamente, Yeon si dedica ai webtoon e alla televisione, firmando serie come “Hellbound” e “The Cursed”, e collaborando con Netflix come regista e sceneggiatore. Tra i suoi lavori più recenti figurano il film “JUNG_E”, “Hellbound” – Season 2 e “The Ugly”, confermandolo come uno degli autori più influenti del cinema e della serialità coreana contemporanea.

Yeon Sang-ho è uno dei registi sud-coreani più influenti e conosciuti degli ultimi anni grazie al successo del suo “Train to Busan”, uscito nel 2016.


Sarebbe però sbagliato credere che il regista sia “solo” il film che lo ha fatto (ri)conoscere in tutto il mondo, vista la sua versatilità ed il suo incredibile uso sia dell’animazione che del cinema “dal vero”, in una filmografia che spazia da drammi sociali, passando per l’horror, la fantascienza, l’action, attraverso il thriller, senza mai perdere di vista il proprio stile, allo stesso tempo post-moderno ma dotato di un classicismo che rende i suoi lavori ancor più interessanti.


Nato a Seoul il 25 dicembre del 1978, a soli vent’anni dirige il suo primo cortometraggio animato “Megalomania of D”, poi ottiene una laurea in Pittura Occidentale presso l’Università di Sangmyung ed in seguito ad altri piccoli corti che ottengono gran successo tra gli addetti ai lavori fonda un suo studio di produzione indipendente, ovvero lo “Studio Dadashow”, con il quale darà sfogo alla sua vitalità artistica senza costrizioni produttive esterne ed in completa libertà.


Da questa libertà assoluta nasce nel 2011 il suo primo lungometraggio, che non poteva che essere d’animazione, intitolato “The King of Pigs”, dove il regista, con un budget modestissimo di 150.000 dollari, riesce nell’arduo compito di creare un film adulto sul bullismo e sulla violenza dentro la società moderna che risulta dolente, tetro, a tratti sconvolgente e che gli apre le porte del Festival di Cannes, diventando quindi il primo film coreano d’animazione ad essere proiettato nella più grande kermesse cinematografica del mondo, senza dimenticare altri prestigiosi premi come quelli ricevuti, ad esempio, al Busan International Film Festival.


Sin da questa prima opera capiamo la grande forza del regista, che riesce ad essere unico e personale grazie ad uno stile di narrazione diretto, secco e che, seppur debitore in modo assolutamente “scoperto” del grandissimo e rimpianto Maestro giapponese Satoshi Kon (purtroppo deceduto a soli 46 anni nel 2010), funziona proprio grazie ad un character design formidabile (sempre di Sang-ho, anche montatore e doppiatore) e ad una ricchezza nei personaggi davvero fantastica.


Il successo di questa notevole opera prima viene seguito dal successivo film del regista, ovvero “The Fake”, uscito nel 2013, vincitore al prestigioso Festival di Sitges, prodotto con il doppio del budget dell’opera precedente e che conferma tutto il talento dell’autore nel trattare tematiche scomode in modo diretto e senza nessuna piacioneria.


In questo suo secondo lavoro Yeon critica il fanatismo religioso e chi si approfitta dello stesso, attraverso una visione sempre lucida e mai retorica di un mondo folle, crudele, sempre attraversato da una forza distruttiva che sembra perseguitare i protagonisti della storia.


Nel 2016 escono a sorpresa due film del nostro autore, ovvero il meraviglioso “Train to Busan” e il suo prequel “Seoul Station”.


Se il secondo è sempre un’opera di animazione curatissima, con una violenza devastante e con alcuni momenti di rara bellezza e tensione, il primo è invece l’esordio in live-action di Yeon, stavolta con un budget di 8 milioni di dollari e che conferma la forza narrativa e visiva della sua arte attraverso un’opera che conquisterà i fan dell’horror (e non solo) di tutto il mondo grazie allo stile frenetico, all’asciuttezza della trama e ad una tensione politico-sociale di scuola romeriana che viene tenuta sempre alta da dei dialoghi formidabili, da una descrizione del classismo quasi “petriana”, descrivendo le differenze sociali senza mai esasperare il concetto ma inserendolo in una narrazione carica ed esplosiva.


Il film risulta essere un successone di critica e pubblico (quasi cento milioni di dollari di incasso mondiale) che porterà il regista a girare un terzo capitolo nel 2020 (dopo il buon tentativo di cinema supereroistico nel 2018 con “Psychokinesis”), “Peninsula”, dove la narrazione diviene più action e dove le maggiori influenze sembrano essere quelle carpenteriane e milleriane.


Il film ha un buon successo di pubblico, nonostante l’uscita in periodo Covid, ma la critica si divide. Certo è che il film è buono, teso e ritmato ma che perde l’unicità dell’ambientazione e dei personaggi che erano la forza propulsiva del grandissimo film del 2016.


Visto il grande successo della serie tv da lui creata e diretta nel 2021 “Hellbound”, bisogna aspettare il 2023 prima che Yeon torni a lavorare su un lungometraggio che però sarà distribuito solo in streaming, ovvero lo sci-fi “Jung_E”, una pellicola intrigante che si apre a scene d’impatto visivo esaltanti attraverso una storia semplice ma diretta con un’eleganza rara, dove il tema dell’intelligenza artificiale è trattato con forza attraverso una storia che intrattiene bene.


Due anni dopo, prodotto niente di meno che da Alfonso Cuarón, esce “Tre Rivelazioni”, un nuovo lungometraggio anche stavolta purtroppo relegato alla visione casalinga, che però merita attenzione per la bella ambientazione, per la forza di alcuni momenti a livello registico e per una continua ricerca dell’autore nel voler scandagliare l’animo umano sempre attraverso il misticismo e la religione come possibile salvezza o dannazione.


Nello stesso anno il regista torna ad un cinema “indie” e con un budget di appena 150.000 dollari ci immerge nell’ottimo “The Ugly”, che riesce ad essere un successo e che ha dalla sua un’estetica invidiabile, un ritmo eccelso ed una storia al solito semplice ma piena di sotto-testi intriganti.


Quindi un autore che è riuscito nell’ardua impresa di creare senza sforzo e con naturalezza opere d’animazione di grande livello con budget modesti ed a girare live action, anche costosi, non perdendo il suo stile originale nella messa in scena e riuscendo ad inserire nelle proprie opere la voglia di raccontare il mondo e le sue contraddizioni sia politiche che sociali senza mai abbandonare l’intrattenimento.


In definitiva con Yeon Sang-ho il cinema sud-coreano ha trovato un autore perfetto da “esportare” con la sua arte diretta e pungente, capace di essere compreso sia come forma che come sostanza da chiunque grazie alla forza universale che riesce ad imprimere ai propri racconti e grazie ad uno stile visivo ammaliante, originale e sicuramente unico e riconoscibile.


La masterclass durerà circa 1 ora.


In collaborazione con Eleonora Genua

Il Curatore della Master Class sarà il critico cinematografico Federico Frusciante.



Vi ricordiamo che Korean Events Italia non si occupa direttamente delle prenotazioni per gli eventi!

Vi linkiamo la pagina instagram dell'evento:

https://www.instagram.com/koreafilmfest?utm_source=ig_web_button_share_sheet&igsh=ZDNlZDc0MzIxNw==

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